L'attuale
insediamento di S.Elia Fiumerapido risale all'anno 990 allorché
l'Abate Mansone di Montecassino vi localizzò il nuovo centro
abitato e fortificato, cui diede il nome di S.Elia dalla omonima
chiesetta esistente nella pianura del fiume Rapido ed andata distrutta,
assieme al vecchio villaggio nell'anno 866 a seguito di un saccheggio
dei Saraceni, ma poi ricostruita e andata distrutta definitivamente
alla fine del secolo XV. Al nome S.Elia fu aggiunto quello di Fiumerapido
con Regio Decreto del 1862. Sulle colline e nelle campagne circostanti
vi sono tracce inequivocabili di un passato più remoto: mura
poligonali di epoca pre-romana (sec V-IV a.C.); resti dell'acquedotto
romano che da Valleluce alimentava i serbatoi della antica Casinum;
epigrafi latine, resti di colonne e frontoni di edifici, i ponti
di S.Elia Vecchio e Ponte Lagnaro. Interessante per storia e vestigie
archeologiche è la frazione di Valleluce, sede di un monastero
rilevante che ospitò San Nilo e San Bartolomeo. Per oltre
ottocento anni la città fu feudo di Montecassino, e nella
sua storia fu al centro delle attenzioni dei reali di Napoli come
Federico II, Carlo D'Angiò e Ferdinando D'Aragona. Dal 1500
fu un importante centro industriale che produceva carta e tessuti
soprattutto per le esigenze dell'Abbazia di Montecassino. Ai Benedettini
si deve il fiorire nei primi secoli delle varie attività.
Pregevoli sono diversi edifici settecenteschi del centro storico
con artistici portali in pietra. Interessanti dal punto di vista
storico ed artistico sono le chiese di S.Maria La Nova (nel centro
storico), Ognissanti, Santa Maria Maggiore al di sopra del corso
del fiume Rapido, Chiesa di Casalucense, Chiesa di S.Michele Arcangelo
a Valleluce, Santa Maria delle Grazie nella frazione Olivella, resti
del monastero di S.Nilo a Valleluce. Di particolare valore naturalistico
la zona protetta dei Monti Bianchi, denominata "Area Wilderness"
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