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San
Nilo di Rossano a Valleluce.
Nel
1004 moriva a Grottaferrata San Nilo di Rossano dopo
una lunga e santa vita. Le tappe principali della
sua biografia sono così scandite: dopo aver
abbracciato la vita monastica nella sua terra di
Calabria, al Mercurion, e dopo la prima esperienza
di monachesimo italo - greco, trascorre parte di
questa prima fase della sua vita vivendo e
praticando alcune forme di durezza ascetica, con
l’intendimento di stimolare anche i fedeli ad una
maggiore osservanza dei precetti del cristianesimo.
Nell’ultima parte della sua vita egli dimora nella
Longobardia minor per un periodo di venticinque anni
complessivi.
Nel
975 San Nilo giunse a Capua ove fu accolto con
grandissimo onore dal principe Pandolfo Capidiferro.
Ma dopo una breve permanenza San Nilo e i suoi 60
monaci si trasferirono a valle luce presso Sant’Elia
Fiumerapido a poca distanza da Montecassino ove era
abate Aligerno (948-985). Le due comunità monastiche
in un mutuo scambio di pratiche e salmodie
liturgiche con reciproca edificazione. A
Montecassino San Nilo compose alcuni inni in onore
di San Benedetto. Nel monastero di San Michele
Arcangelo di Valleluce fiorì anche uno scriptorium
col calligrafo Neofito, che produsse diversi codici
importanti. In questo periodo passa da Valleluce San
Adalberto, il futuro Vescovo di Praga. Ma non vi si
fermò, proprio su suggerimento di San Nilo che lo
inviò a Roma nel Monastero di S. Alessio
sull’Aventino.
Da
Valleluce, ove visse per circa un quindicennio, san
Nilo andò a Sperperi di Gaeta, e qui ricevette la
commovente visita di Ottone III nel 1000. Nel luglio
1004 si trasferisce a Grottaferrata accolto dal
Principe Gregorio di Tuscolo, e dopo poco muore il
Santo che svolse per tutta la vita il ruolo di
“padre spirituale” dei suoi monaci e dei fedeli che
lo visitavano. |