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Uno
dei luoghi che i tedeschi prepararono minuziosamente
è il monte Cifalco. Alto 947 metri e posizionato una
decina di chilometri a nord di Cassino dove inizia
la valle del Rapido, esso domina il valico tra due
valli che puntano a nord: quella del Rapido e la
valle d’Atina. Di fronte al Cifalco vi sono le
alture del Belvedere e del Colle Abate che si
protendono verso il massiccio di monte Cairo. Le
falde verso Cassino sono a picco per circa un 200
metri, per superarle bisogna essere dei rocciatori
esperti. Il retro del Cifalco è caratterizzato da
una serie di pianori e vallette che rendono la vita
dei suoi occupanti sicura e relativamente
confortevole.
Dalle sue cime si gode di una vista che spazia per
tutta la valle sottostante, solo salendo su di esse
ci si rende conto del perché i tedeschi abbiano
scelto tale posizione. Qualunque cosa si muove dai
paesi di S. Elia, Cervaro, Cassino, S. Angelo fino
su per la Cavendish Road, la strada che porta dietro
l’Abbazia, è in piena vista dal Cifalco.
Non
di meno la posizione è a guardia dell’imbocco per la
valle d'Atina, ciò rende il Cifalco il cardine per
un'eventuale sfondamento in tale direzione. Sul
Cifalco non vi sono solo posti d'osservazione.
Protetti dalla sua alta cresta, nidi di
mitragliatrice, batterie di mortai, cannoni campali
e quant’altro i tedeschi sono riusciti a portare
fino la su, sono pronti ed intervenire. Chi ne farà
una spiacevole conoscenza sono le truppe francesi
del CEF comandate dal generale Juin.
Come arrivare ai Fortini Tedeschi:
Dobbiamo ringraziare l’ENEL se ora è possibile
arrivare senza fatica sulle creste del Cifalco. Per
giungere in zona bisogna uscire dall’Autostrada del
Sole a Cassino e prendere la superstrada per Sora -
Avezzano. Fatti una decina di chilometri uscite a
Sant'Elia Fiumerapido, in direzione del paese
troverete la segnaletica per il piccolo borgo di
Valleluce. Vi è una unica strada che continua in
salita e dopo 4/5 chilometri bisogna infilarsi nella
stradina a sinistra che passa sotto la condotta di
captazione per l’invaso artificiale dell’ENEL che si
trova sul Cifalco. La stradina è in buone condizioni
e quasi per intero asfaltata (vedere la piantina qui
a destra).
Lasciate le macchine
vicino all’invaso ENEL e proseguite a piedi per
l’unico sentiero presente che arriva fino alla
cresta del Cifalco dove vi è un cippo con un
tricolore (è importante lasciare libero il transito
per i trattori che vengono a prendere la legna e per
i mezzi ENEL), li intorno vi sono le prime
postazioni che una associazione culturale locale ha
ripulito negli ultimi anni.
Poco prima del tricolore vi è una piccola cava,
prendete il sentiero sulla sua sinistra e salite.
Lungo il percorso si intravedono ancora le fettucce
di segnalazione che l’associazione culturale aveva
posto per segnalare le trincee, ora con l’incuria ed
il maltempo queste sono poco visibili, ma voi
seguite i sentieri ed arriverete sicuramente in
qualche trincea.
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