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Artigianato
Nel suo recente passato Sant’Elia Fiumerapido, oltre
a godere di una fiorente attività industriale,
poteva contare anche su un indotto artigianale
abbastanza diffuso e altamente qualificato. Dall’800
alla prima metà del 1900 gli artigiani impegnati nei
diversi mestieri erano ben oltre un centinaio, ma
quelli più numerosi erano i falegnami, i muratori, i
fabbri ferrai, i calzolai, i sarti e gli
scalpellini. Dopo la seconda guerra mondiale, molti
di questi hanno contribuito alla grande impresa
della ricostruzione dell’Abbazia di Montecassino,
andata distrutta il 15 febbraio del 1944. Oggi
restano attivi: artigiani del ferro e alluminio,
sartorie, ceramisti, artigiani del vetro. Sono
consistenti la lavorazione del legno e il restauro
dei mobili.
Prodotti tipici locali
I prodotti
ortofrutticoli del nostro territorio hanno da sempre
tutti la caratteristica di alta qualità ma alcuni
hanno avuto il riconoscimento anche della
"tipicità", come i peperoni che, per la posizione
geografica e le particolari condizioni climatiche,
sono ricchi di elementi nutrizionali.
Olio:
il frutto antico di una terra generosa.
La coltivazione
dell’ulivo in questa terra risale a tempi
antichissimi: già in epoca romana l’ulivo e i suoi
prodotti erano conosciuti e apprezzati.
Al visitatore che giunge a Sant'Elia si apre il
grandioso scenario degli uliveti, che si distendono,
come un'ininterrotta selva, lungo tutte le colline.
Il
vino prodotto d'eccellenza del nostro territorio
Di grossa qualità
anche i vitigni.
Il nostro
territorio è stato sempre conosciuto nella zona per
l'alta qualità dei vini, dovuta all'alta qualità dei
vitigni francesi acclimatati in zona, sin dalla metà
del secolo scorso ad opera della famiglia Visocchi
che proprio in Sant'Elia Fiumerapido aveva l'azienda
modello "Chiusanova": laboratorio di ricerca per gli
studenti della facoltà di agraria dell'Università di
Portici. E' proprio ad opera di questa famiglia che
i comuni di Sant'Elia Fiumerapido e di Atina della
allora Provincia di Terra di Lavoro, furono i primi
territori in Italia dove furono acclimatati i
vitigni francesi, prima fra tutti: il Sirah, il
Cabernet Franc e Sauvignon per le uve a bacca rossa,
e il Pinot Bianco e il Semeillon per le uve a bacca
bianca e che, soppiantando quasi tutte le qualità di
minor pregio, sono state le uniche qualità di
vitigni coltivati in tutto il territorio fino agli
anni 50, quando l'impossibilità di ritrovare sul
mercato tale qualità per il rimpianto, costrinse i
viticoltori ad impiantare le più disparate qualità
disponibili presso i vivaisti.
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