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SANTA MARIA
LA NOVA
è la chiesa madre, la parrocchiale di Sant’Elia,
ricca di storia e di arte. La sua prima costruzione
risale al 1250, quando un sacerdote, Don Leonardo
Infante da Sant’Elia, la edificò, dotandola di un
fondo, di libri e di arredi, a sue spese, entro la
pertinenza della parrocchia di San Biagio, di cui
prenderà a mano a mano l’importanza e il titolo di
“matrice”. Un voluminoso ampliamento fu apportato
nel 1700, quando vi furono trasferiti molti
elementi, altari, della chiesa di San Biagio, poco
distante e votata all’abbandono. Nei lavori di
ampliamento furono adoperate pietre di risulta della
chiesa di Sant’Elia Vecchio, di San Michele e delle
antiche mura di cinta di Sant’Elia medievale.
Oggi la
Chiesa di Santa Maria La Nova si presenta
architettonicamente importante. All’esterno dominano
il caratteristico campanile a orologio tetragonale,
la duplice scalinata, la facciata ad intonaco
arricchita da un portale in pietra scolpita e da una
meridiana. All’interno la chiesa consta di tre
navate, con predominio di volte ad arco tondo, di
tipo romanico. La navata centrale è articolata in
quattro campate. Presso l’altare del Rosario si
conservano tavole lignee rotonde, del diametro di
trenta centimetri, con pitture del Milleseicento
rappresentanti i Misteri del Rosario. Nei pressi è
il sepolcro della famiglia Tornei. Sull’altare di
San Giuseppe si può ammirare una tela del Settecento
raffigurante la Sacra Famiglia in Egitto. Nei pressi
è il sepolcro della famiglia lucci. Sull’altare
delle Anime del Purgatorio, che, reca la data del
1714, è una tela raffigurante la Madonna col Bambino
e le anime del Purgatorio. Seguono l’altare del
Crocifisso e l’altare dell’Assunta con una statua
verosimilmente del 1700. Presso di esso è una statua
di San Biagio, in una teca di vetro, donata
dall’abate Diamare. Il coro, di noce, è opera
eseguita su disegno di Pietro Simonetti,
disegnatore, nel rifacimento del 1750, della
sacrestia di Montecassino.
Notevole
pregio va attribuito ad un altorilievo in marmo del
1400, proveniente dalla chiesa di San Biagio, con
episodi della Passione di Cristo, collocata sulla
parete di sinistra del presbiterio.
La volta
della navata centrale è affrescata con pitture di
Enrico Risi da Sant’Elia, del 1908: l’Annunciazione,
la Visitazione, la Natività.
L’ultima guerra risparmiò grossi disastri alla
Chiesa di Santa Maria La Nova, tanto che nel 1945
l’abate Diamare vi poté ufficiare dei riti sacri,
essendosi rifugiato in Sant'Elia, fino alla morte
avvenuta nel settembre del’45. Qui furono celebrati
i suoi funerali, data la totale distruzione ed
impraticabilità di Montecassino.
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