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di
Vincenzo Savelli
La chiesa di San Cataldo sorge fuori le mura
dell’antico borgo di Sant’Elia. Si trova a nord del
paese laddove si incontrano via Angelo Santilli e
via delle Torri, di fronte al vecchio Palazzo
Gabriele. Di origine bizantina e ricchezza storica
del paese, ma purtroppo, i bombardamenti dell’ultima
guerra ne hanno in gran parte distrutta la struttura
con parti del tetto e della cupola che sono
crollati, ma con le forti strutture interne ancora
intatte e di ammirabili fattezze.
Per quanto riguarda le origini e la data di
fondazione di questa meravigliosa chiesa non si
hanno notizie certe, ma nella monografia di Marco
Lanni si fa riferimento ad una colonia greca che X
si trasferì a Sant’Elia e che probabilmente costruì
la chiesa (1).
Comunque, tale era l’ importanza che aveva assunto
la chiesa di San Cataldo in Sant’Elia che, dal 1208
e fino al 1290, vi si concedevano quaranta giorni di
indulgenze a quanti l’avessero visitata in
pellegrinaggio il giorno 10 maggio, ricorrenza della
festa di San Cataldo (5), che era stato Vescovo di
Taranto nei primi tempi dell’era cristiana (6).
Nel 1367 un terremoto distrusse la chiesa di San
Onofrio (7) ed una nuova cappella con chiesa annessa
in suo onore fu costruita “adiacente alla chiesa di
San Cataldo, dalla parte sinistra della sua
facciata” (8), e cioè contigua alla parete nord
della stessa.
L’ingresso era ed è, anche se oggi murato, rivolto a
nord-ovest. Ha quattro altari laterali, due per
parte, coperti a volta in stile barocco. Fino al
secondo conflitto mondiale in questa chiesa si
celebravano le Novene all’Immacolata; dopo la
distruzione la parrocchia fu trasferita nella chiesa
di san Sebastiano. Oggi restano solo muri
pericolanti ma la struttura mostra ancora la sua
maestosità e tutta la sua bellezza.
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