Le epigrafi
ritrovate nel territorio di S.Elia Fiumerapido, sono state riportate
esattamente come sono tutt’ora visibili.
Epigrafe sepolcrale rinvenuta nelle vicinanze della villa di Fulvia
in contrada Salauca.
D. M.
C. FVTIO C. F. SUC
CISSO VIXIT AN
NIS XVI. ME. III
VIBVLIIA. AMIX
NDA MATER FI
LIO PIENTIS
SIMO
Questa
epigrafe mortuaria fu messa da una donna, tale Vibulea Amianda,
al giovane figlio morto a sedici anni e quattro mesi, chiamato
Cajo Fuzio Succisso, figlio del Caio Fuzio, Praefectus di Casinum
in epoca preaugustea.
In contrada Pecorile, sul muro di una casa di campagna, fu rinvenuta
la seguente lapide:
VEINCTIVS. CAIVS PROTIMVS
NMA. QVM. LAVDE. PROBAV.
NIVM DECLARAT. PIETAS. ALVN
IIVS. VALCVS. PATRONVS NVS
Questa lapide, risalente alla prima metà del I secolo a.C.,
manca della parte iniziale e della cornice di sinistra. Vi si
parla di un certo Quinzio Valco, amico di Silla, e del suo liberto
Caio Veinzio Protimo.
Un’
altra lapide è incastrata nel muro di una casa di Valleluce.
K MAEA
P POMPONIV
PROBA

E'
senz'altro un frammento di una lapide molto più grande
e non facilmente traducibile.
A circa 120
metri dalla chiesa di Casalucense, su una roccia, è stata
scoperta la seguente iscrizione:
NVMPHIS AETER
NIS. SA CRUM
TI. CL. PRAEC. LIGAR
MAGONIANUS. PER
PRAECILIUM. ZOTICUM
PATREM. AQUA INDUXIT
La
traduzione più acclarata, fattane nel 1993 da Benedetto
Di Mambro (Spazio Aperto - anno V - N.6), è la seguente
: “luogo consacrato alle ninfe eterne al tempo dell’imperatore
Tiberio Claudio, Precilio Ligario Magoniano, condusse l’acqua
attraverso i poderi del padre Precilio Zotico”