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Sito ufficiale del Comune di Sant'Elia Fiumerapido

Il Territorio
 









 



Progetto
“Sant’Elia Sicura”


Elaborato da:
Ten. Danio Volante
Comandante Polizia Municipale


PRESENTAZIONE

Come ampiamente illustrato nella relazione introduttiva, il tema della sicurezza nelle città è quanto mai attuale. Non passa giorno che non si senta, o veda, sui mass media un dibattito sull’argomento. Tanto a livello nazionale quanto a quello locale il problema è molto sentito, ancor più negli ultimi tempi, da quando cioè il decentramento amministrativo e l’elezione diretta dei Sindaci hanno portato più vicino ai cittadini coloro i quali sono investiti di responsabilità circa questo problema.

Appare quindi indispensabile che si ragioni sul ruolo della Polizia Locale, ed in particolare sulla Polizia Municipale, primo strumento a disposizione del Sindaco per dare risposta alla domanda di sicurezza della cittadinanza, senza per questo voler dimenticare che la sfera principale d’intervento è e deve rimanere, per la Polizia Locale, quella di concorrere alla sicurezza urbana garantendo alla cittadinanza che la vita di relazione avvenga nel rispetto delle regole e senza turbative, lasciando, in via primaria, alle forze di Polizia dello Stato, (P.S., Carabinieri, G.d.F., ecc.) l’attività di contrasto della criminalità organizzata.

Per dare la corretta risposta a tale istanza, è sempre più necessario aumentare il grado di professionalità degli operatori della Polizia Municipale, potenziare le unità operative ad elevata specializzazione, senza comunque perdere di vista la necessità di mantenere aliquote di pronto intervento che abbiano una visione e capacità operativa, almeno di base, su tutti i settori di competenza. Ed ancora, è necessario che vi sia personale in adeguato numero, e mezzi e strumenti adatti ad assicurare la qualità degli interventi.

In risposta a quest’istanza si presenta il progetto “SANT’ELIA SICURA” col quale, prevedendo una adeguata copertura di organico, l’attivazione di un numero verde, l’installazione di un impianto di video controllo, un ammodernamento ed un incremento dei veicoli adibiti al servizio di auto e motopattuglia, la creazione di una Centrale Operativa che gestisca in maniera efficiente sia il coordinamento delle attività di Pronto Intervento che quelle di presidio, anche mediante l’installazione e il controllo di telecamere in punti strategici del territorio, l’ammodernamento ed il potenziamento dell’attuale impianto radio, l’acquisizione di dotazioni per la protezione balistica (giubbotti antiproiettile) e buffetterie che garantiscano il miglior grado di efficienza, l’organizzazione e/o l’adesione ad iniziative di formazione finalizzate a qualificare gli interventi operativi della Polizia Municipale ed infine con l’estensione dell’orario nelle ore serali e notturne almeno per due giorni a settimana nel periodo estivo e la sottoscrizione del protocollo d’intesa con la Prefettura e le Forze di Polizia con l’istituzione del Vigile di Quartiere, si prefigge di raggiungere l’obiettivo di un migliore esercizio delle funzioni di Polizia poste in capo al Corpo di Polizia Municipale dando così all’anzidetta domanda di sicurezza costantemente posta dalla cittadinanza, una quanto più possibile adeguata risposta in termini operativi.


RELAZIONE ILLUSTRATIVA

I. Denominazione del progetto:
SANT’ELIA SICURA
II. Nominativo del responsabile del progetto:
Ten. Danio Volante – Comandante Corpo Polizia Municipale di Sant’Elia Fiumerapido (FR);
III. Finalità ed obiettivi che il progetto intende raggiungere:
il progetto è teso a soddisfare l’esigenza, sempre più spesso esternata dalla cittadinanza, di una maggiore e migliore presenza della Polizia Municipale, anche con estensione alle ore serali, sul territorio, con finalità di prevenzione e repressione di tutti i comportamenti antigiuridici che sempre più spesso si vengono a perpetrare ai danni della comunità.
IV. Modalità organizzative e di realizzazione con indicazione dei tempi, delle fasi e della metodologia prevista, delle strutture organizzative e delle figure professionali coinvolte
Si vedano le pagine successive

V. Indicatori e parametri di efficienza ed efficacia individuati per valutare e verificare il raggiungimento delle finalità e degli obiettivi di erogazione dei servizi:

si vedano le pagine successive
VI. Soggetti pubblici e privati coinvolti
Corpo della Polizia Municipale del Comune di Sant’Elia Fiumerapido.

 


MODALITA’ ORGANIZZATIVE E DI REALIZZAZIONE

Per la realizzazione del progetto è necessario procedere secondo il seguente schema che per miglior chiarezza e comprensibilità è organizzato per moduli:

MODULO I

1. Adeguata copertura della dotazione organica del Corpo di Polizia Municipale consistente nell’assunzione a tempo determinato di n° 4 Agenti di Polizia Municipale per due mesi;
2. Organizzazione e realizzazione: utilizzo del personale per una più assidua presenza nelle zone periferiche della città, maggiore tempestività d’intervento e garanzia di mantenimento dello standard sia di giorno che in orario serale e notturno nel periodo estivo;
3. Indicatori e parametri d’efficacia ed efficienza: efficacia del servizio dovuta alla maggiore presenza della Polizia Municipale sul territorio, misurabile in base al numero degli Agenti in servizio per turno;
4. Tempo di realizzazione: 150 giorni dal finanziamento;
5. Personale coinvolto: tutto il personale appartenente al Corpo;
6. Fasi del progetto: si veda lo schema nelle pagine successive;

MODULO II

1. Incremento del numero dei veicoli in dotazione al Corpo di Polizia Municipale consistente in una nuova autovetture dotata di colorazione standard e sistemi di allarme acustico e visivo, e due nuovi motocicli da 125 c.c. per servizi di pattuglia, dotati di colorazione standard e sistemi di allarme acustico e visivo, per servizi di zona;
2. Organizzazione e realizzazione: utilizzo dei mezzi per una più assidua presenza nelle zone periferiche della città, maggiore tempestività d’intervento e garanzia di mantenimento dello standard anche in occasione di fermo veicoli a causa di manutenzioni ordinarie e straordinarie;
3. Indicatori e parametri d’efficacia ed efficienza: efficacia degli interventi del servizio radiomobile della Polizia Municipale, misurabile in base al numero degli interventi effettuati con successo e dalla tempestività degli stessi;
4. Tempo di realizzazione: 60 giorni dal finanziamento;
5. Personale coinvolto: tutto il personale appartenente al Corpo;
6. Fasi del progetto: si veda lo schema nelle pagine successive;

MODULO III

1. Creazione di una Centrale Operativa consistente di una consolle ospitante un sistema Hardware e Software per la gestione ed il monitoraggio delle comunicazioni radio con le unità operative sul territorio, attivazione linea telefonica con numero verde, registrazione dati relativi al traffico radio, registrazione fonica delle comunicazioni radio e delle telefonate in entrata, sistema di ricezione dei segnali radio a 2.4 GHz provenienti da 5 telecamere situate in punti strategici del centro cittadino e monitoraggio a mezzo di opportuni monitors delle immagini trasmesse dalle stesse (N.B. la C.O. così costituita è suscettibile di futuri potenziamenti ralativamente all’adozione di sistemi di rilevamento G.P.S., su cartografia elettronica del territorio, dei veicoli di servizio, nonché di incremento del numero delle telecamere di sorveglianza;
2. Organizzazione e realizzazione: installazione e collaudo da parte della ditta fornitrice; posizionamento delle 5 telecamere di cui 3 sulla Villa Comunale, 1 in Piazza E.Risi ed 1 al Quartiere 2000 in modo da tenere sotto sorveglianza i luoghi ove più è presumibile che si verifichino reati e violazioni in genere; predisposizione di un turno di servizio che garantisca il presidio della Centrale Operativa e dei monitors collegati alle telecamere per le 12 ore giornaliere ed oltre, nelle ore serali, qualora sia esteso il servizio a tali ore; coordinamento delle attività svolte dal personale impiegato in esterno, monitoraggio delle zone sotto telesorveglianza;
3. Indicatori e parametri d’efficacia ed efficienza: miglioramento della gestione delle chiamate da parte della cittadinanza e smistamento delle richieste d’intervento con valutazione della priorità; registrazione del traffico radio e delle telefonate in entrata, sorveglianza di zone ad elevato rischio.
4. Tempo di realizzazione: 90 giorni dal finanziamento;
5. Personale coinvolto: 2 agenti;
6. Fasi del progetto: si veda lo schema nelle pagine successive;


MODULO IV

1. Ammodernamento e potenziamento dell’attuale impianto radio del Comando Polizia Municipale al fine di migliorare la qualità delle comunicazioni, anche tra le radio portatili, ed evitare quanto più possibile le interferenze da parte di altri utenti della medesima frequenza; sostituzione della stazione base, dismissione di 6 portatili ed acquisto di 10 nuove portatili in modo da poter dotare ogni operatore di un apparecchio radio in grado di sfruttare appieno le potenzialità della nuova Centrale Radio, in particolare la trasmissione di dati e codici d’allarme e comunicazione oltre la normale trasmissione in fonia. E’ inoltre previsto l’acquisto di altri 2 apparati veicolari per i motocicli;
2. Organizzazione e realizzazione: installazione e collaudo da parte della ditta fornitrice, assegnazione degli apparati portatili al personale impiegato in attività esterna;
3. Indicatori e parametri d’efficacia ed efficienza: miglioramento della qualità delle comunicazioni e conseguentemente dell’efficacia delle stesse, misurabile dall’eliminazione delle interferenze e dall’aumento della distanza a cui possano comunicare le radio portatili; efficacia degli interventi del servizio radiomobile e delle altre Unità Operative del Corpo della Polizia Municipale, misurabile in base al numero degli interventi effettuati con successo e dalla tempestività degli stessi;
4. Tempo di realizzazione: 90 giorni dal finanziamento;
5. Personale coinvolto: tutti gli appartenenti al Corpo;
6. Fasi del progetto: si veda lo schema nelle pagine seguenti;


MODULO V

1. Acquisto di 3 telefoni cellulari e 2 PC portatili con stampante quale dotazione fissa delle 2 radiomobili, per consentire, tra l’altro, l’immediato collegamento alle banche dati tramite internet;
2. Acquisto di 10 giubbotti a protezione balistica (antiproiettile) per l’espletamento di servizi ad elevato rischio (posti di controllo, bonifiche di aree dismesse occupate abusivamente ecc.), acquisto di 10 buffetterie complete di nuovo tipo (cinturoni, fondine per armi livello ritenzione III, porta caricatore, porta manette, torce da cintura e porta torcia) per sostituire quanto attualmente in dotazione poiché non in grado di garantire un adeguato livello di sicurezza.
3. Organizzazione e realizzazione: assegnazione delle dotazioni al personale ed istruzione dello stesso all’utilizzo nell’espletamento di attività di controllo e repressione di violazioni e reati.
4. Indicatori e parametri d’efficacia ed efficienza: incremento della sicurezza operativa del personale impegnato in compiti ad alto rischio e conseguente incremento dell’impegno operativo, aumento della sicurezza nella ritenzione d’arma, notevole diminuzione dell’usura delle buffetterie; misurabilità riferita a statistiche relative ai Corpi di Polizia che vedono una diminuzione statistica di incidenti di servizio.
5. Tempo di realizzazione: 60 giorni dal finanziamento;
6. Personale coinvolto: tutti gli appartenenti al Corpo;
7. Fasi del progetto: si veda lo schema nelle pagine successive;


MODULO VI

1. Frequenza, da parte del personale, di corsi di Polizia di Sicurezza, Polizia Giudiziaria, Polizia Amministrativa, balistica, armi e tiro, autodifesa, impiego degli strumenti di difesa non letali, pratica di Polizia, tecniche Operative di Polizia, tecniche di guida veloce e sicura, tecnica e modalità d’indagine in funzione delle nuove competenze derivate alla P.G. dal passaggio di competenze penali al Giudice di Pace.
2. Organizzazione e realizzazione: assegnazione d’incarico a specialisti e/o a Scuole; .
Indicatori e parametri d’efficacia ed efficienza: incremento della sicurezza operativa del personale impegnato in compiti ad alto rischio e conseguente incremento dell’impegno operativo, aumento della sicurezza nell’impiego dell’arma d’ordinanza e nelle tecniche di ritenzione d’arma; incremento della sicurezza nelle operazioni di controllo su strada sia in caso di fermo di veicoli che di posto di controllo, incremento della sicurezza nelle operazioni di bonifica di aree dismesse ecc.; incremento della sicurezza nella guida dei veicoli di servizio; misurabilità riferita a statistiche relative ai Corpi di Polizia che vedono una diminuzione statistica di incidenti di servizio.
3. Tempo di realizzazione: subordinato ad accordi con i docenti dei corsi;
4. Personale coinvolto: tutti gli appartenenti al Corpo;
5. Fasi del progetto: si veda lo schema nelle pagine successive;



MODULO VII

1. Estensione dell’orario oltre le 12 ore per almeno due giorni alla settimana nel periodo estivo, cioè di massima presenza di cittadini sulle strade nelle ore serali e notturne, dalle 20:00 alle 24:00. Questo obiettivo viene perseguito mediante un’organizzazione di servizi di 4 ore svolti da tre persone, un Ufficiale e due Agenti di P.M., che al di fuori delle 36 ore settimanali prestano servizio in ore serali e notturne in due giornate settimanali secondo un programma prestabilito e comprendente, possibilmente i fine settimana. Per l’espletamento del servizio si prevede di concordare un coordinamento con il locale Comando della Stazione Carabinieri. Al servizio concorre, a turno, tutto il personale appartenente al Corpo che si renda disponibile.
2. Organizzazione e realizzazione: individuazione delle modalità d’erogazione dell’incentivo che deve essere previsto in uno specifico capitolo di bilancio con destinazione al finanziamento del progetto relativo alla sicurezza. Pianificazione di turni di servizio, per due giorni a settimana, basati su tre unità di cui un Ufficiale e due Agenti di P.M.. per l’estensione del servizio 20:00 alle 24:00;
3. Indicatori e parametri d’efficacia ed efficienza: numero degli interventi, dei rilevamenti d’incidente, delle sanzioni comminate e delle assistenze a manifestazioni;
4. Tempo di realizzazione: nei mesi di luglio ed agosto;
5. Personale coinvolto: tutti gli appartenenti al Corpo che diano disponibilità;
6. Fasi del progetto: si veda lo schema nelle pagine successive;

R I E P I L O G O

MODULO I
ADEGUAMENTO COPERTURA DOTAZIONE ORGANICA:

  • N° 4 AGENTI PER 2 MESI;
  • RELATIVE UNIFORMI E BUFFETTERIA;

MODULO II
INCREMENTO DEL NUMERO DEI VEICOLI IN DOTAZIONE AL CORPO

  • POLIZIA MUNICIPALE:
  • AUTOVETTURA 1.300 CC;
  • MOTOCICLI 125 CC;

    MODULO III
    CREAZIONE DI UNA CENTRALE OPERATIVA:
  • CONSOLLE HW E SW PER LA GESTIONE DELLE COMUNICAZIONI RADIO E TELEFONICHE;
  • IMPIANTO DI RICEZIONE DELLE IMMAGINI DALLE TELECAMERE COMPRENSIVO DI 5 MONITORS;
  • TELECAMERE COMPRENSIVE DI TRASMETTITORE E PONTE RADIO A 2,4 GHZ;

MODULO IV
AMMODERNAMENTO E POTENZIAMENTO DELL’ATTUALE IMPIANTO RADIO:

1 STAZIONE FISSA, 10 PORTATILI E 2 VEICOLARI;

MODULO V
ACQUISTO TELEFONI CELLULARI, PC PORTATILI, STAMPANTI, GIUBBOTTI A PROTEZIONE BALISTICA E BUFFETTERIE COMPLETE DI NUOVO TIPO;


MODULO VI
CORSI DI FORMAZIONE, AGGIORNAMENTO, QUALIFICAZIONE E RIQUALIFICAZIONE:
TECNICHE DI GUIDA VELOCE E SICURA;
TUTTI GLI ALTRI;


MODULO VII
ESTENSIONE DELL’ORARIO OLTRE LE 12 ORE DI 1 UFFICIALE E 2 AGENTI PER 2 GIORNI A SETTIMANA, NEI MESI DI LUGLIO ED AGOSTO, DALLE ORE 20:00 ALLE ORE 24:00;


METODOLOGIA DI SVILUPPO DEL PROGETTO

1. Identificazione del problema: richiesta, da parte della cittadinanza, di maggior presenza della Polizia Municipale sul territorio, sia in termini di arco temporale, sia in termini di numero di unità operanti. Più presenza nelle frazioni (quartieri periferici);

2. Analisi del problema: scomposizione in più problemi;

3. Produzione della potenziali soluzioni mediante scomposizione in moduli di progetto:

MODULO I
Adeguata copertura della dotazione organica del Corpo di Polizia Municipale consistente nell’assunzione a tempo determinato di n° 4 Agenti di Polizia municipale per due mesi; utilizzo del personale per una più assidua presenza nelle zone periferiche della città, maggiore tempestività d’intervento e garanzia di mantenimento dello standard sia di giorno che in orario serale e notturno nel periodo estivo;

MODULO II
Incremento del numero dei veicoli in dotazione al Corpo di Polizia Municipale consistente in una nuova autovettura dotata di colorazione standard e sistemi di allarme acustico e visivo, e due nuovi motocicli da 125 c.c. per servizi di pattuglia, dotati di colorazione standard e sistemi di allarme acustico e visivo, per servizi di zona; utilizzo dei mezzi per una più assidua presenza nelle zone periferiche della città, maggiore tempestività d’intervento e garanzia di mantenimento dello standard anche in occasione di fermo veicoli a causa di manutenzioni ordinarie e straordinarie;

MODULO III
Creazione di una Centrale Operativa consistente di una consolle ospitante un sistema Hardware e Software per la gestione ed il monitoraggio delle comunicazioni radio con le unità operative sul territorio, attivazione linea telefonica con numero verde, registrazione dati relativi al traffico radio, registrazione fonica delle comunicazioni radio e delle telefonate in entrata, sistema di ricezione dei segnali radio a 2.4 GHz provenienti da 5 telecamere situate in punti strategici del centro cittadino e monitoraggio a mezzo di opportuni monitors delle immagini trasmesse dalle stesse (N.B. la C.O. così costituita è suscettibile di futuri potenziamenti ralativamente all’adozione di sistemi di rilevamento G.P.S., su cartografia elettronica del territorio, dei veicoli di servizio, nonché di incremento del numero delle telecamere di sorveglianza; installazione e collaudo da parte della ditta fornitrice; posizionamento delle 5 telecamere di cui 3 sulla Villa Comunale, 1 in Piazza E.Risi ed 1 al Quartiere 2000 in modo da tenere sotto sorveglianza i luoghi ove più è presumibile che si verifichino reati e violazioni in genere; predisposizione di un turno di servizio che garantisca il presidio della Centrale Operativa e dei monitors collegati alle telecamere per le 12 ore giornaliere ed oltre, nelle ore serali, qualora sia esteso il servizio a tali ore; coordinamento delle attività svolte dal personale impiegato in esterno, monitoraggio delle zone sotto telesorveglianza;

MODULO IV
Ammodernamento e potenziamento dell’attuale impianto radio del Comando Polizia Municipale al fine di migliorare la qualità delle comunicazioni, anche tra le radio portatili, ed evitare quanto più possibile le interferenze da parte di altri utenti della medesima frequenza; sostituzione della stazione base, dismissione di 6 portatili ed acquisto di 10 nuove portatili in modo da poter dotare ogni operatore di un apparecchio radio in grado di sfruttare appieno le potenzialità della nuova Centrale Radio, in particolare la trasmissione di dati e codici d’allarme e comunicazione oltre la normale trasmissione in fonia. E’ inoltre previsto l’acquisto di altri 2 apparati veicolari per i motocicli; installazione e collaudo da parte della ditta fornitrice, assegnazione degli apparati portatili al personale impiegato in attività esterna;

MODULO V
Acquisto di 3 telefoni cellulari e 2 PC portatili con stampante quale dotazione fissa delle 2 radiomobili, per consentire, tra l’altro, l’immediato collegamento alle banche dati tramite internet. Acquisto di 10 giubbotti a protezione balistica (antiproiettile) per l’espletamento di servizi ad elevato rischio (posti di controllo, bonifiche di aree dismesse occupate abusivamente ecc.), acquisto di 10 buffetterie complete di nuovo tipo (cinturoni, fondine per armi livello ritenzione III, porta caricatore, porta manette, torce da cintura e porta torcia) per sostituire quanto attualmente in dotazione poiché non in grado di garantire un adeguato livello di sicurezza; assegnazione delle dotazioni al personale ed istruzione dello stesso all’utilizzo nell’espletamento di attività di controllo e repressione di violazioni e reati;

MODULO VI
Frequenza, da parte del personale, di corsi di Polizia di Sicurezza, Polizia Giudiziaria, Polizia Amministrativa, balistica, armi e tiro, autodifesa, impiego degli strumenti di difesa non letali, pratica di Polizia, tecniche Operative di Polizia, tecniche di guida veloce e sicura, tecnica e modalità d’indagine in funzione delle nuove competenze derivate alla P.G. dal passaggio di competenze penali al Giudice di Pace; assegnazione d’incarico a specialisti e/o a Scuole;

MODULO VII
Estensione dell’orario oltre le 12 ore per almeno due giorni alla settimana nel periodo estivo, cioè di massima presenza di cittadini sulle strade nelle ore serali e notturne, dalle 20:00 alle 24:00. Questo obiettivo viene perseguito mediante un’organizzazione di servizi di 4 ore svolti da tre persone, un Ufficiale e due Agenti di P.M., che al di fuori delle 36 ore settimanali prestano servizio in ore serali e notturne in due giornate settimanali secondo un programma prestabilito e comprendente, possibilmente i fine settimana. Per l’espletamento del servizio si prevede di concordare un coordinamento con il locale Comando della Stazione Carabinieri. Al servizio concorre, a turno, tutto il personale appartenente al Corpo che si renda disponibile; individuazione delle modalità d’erogazione dell’incentivo che deve essere previsto in uno specifico capitolo di bilancio con destinazione al finanziamento del progetto relativo alla sicurezza. Pianificazione di turni di servizio, per due giorni a settimana, basati su tre unità di cui un Ufficiale e due Agenti di P.M.. per l’estensione del servizio 20:00 alle 24:00;

4. Scelta e programmazione della soluzione: approvazione dei moduli e del progetto, predisposizione di un calendario delle fasi di realizzazione;

5. Implementazione della soluzione: indizione delle aste ove previste per l’effettuazione degli acquisti di materiali e dotazioni; organizzazione dei corsi di formazione ed espletamento delle necessarie formalità per la frequenza della scuola di guida sicura; organizzazione ed espletamento della protrazione dell’orario, in almeno due sere a settimana, nelle ore serali e notturne nel periodo estivo;

6. Valutazione dei risultati: indagine e comparazione dei dati statistici attuali con quelli riferiti a periodi precedenti, verifica tecnica dell’efficienza ed efficacia dei sistemi di Centrale Operativa, compresa telesorveglianza, e di comunicazione radio.


FINANZIAMENTO DEL PROGETTO

Analizzando i Moduli del progetto, ci si rende facilmente conto di come i singoli investimenti hanno una durata diversa. Infatti, mentre per i Moduli I e VII, trattandosi di assunzione di personale a tempo determinato ed impiego di personale oltre le 12 ore, per essere attuati hanno necessità di finanziamenti annuali pari al 16,95% dell’intero Progetto, i restanti Moduli hanno una ben diversa durata.

Per il Modulo V considerando i normali tempi di usura dei materiali nonché la frequenza delle innovazioni tecnologiche in modo particolare nel campo della telefonia mobile e dell’informatica, si prevede un periodo di cinque anni prima di avere la necessità di un ulteriore investimento pari al 10,87% dell’intero Progetto.

Così dicasi per i Moduli II e IV pari al 23,04% dell’intero Progetto, per i quali, in relazione ai particolari mezzi ed alle attrezzature in essi previste, si può ragionevolmente prevedere una durata pari a dieci anni, mentre per il Modulo III è previsto un periodo di quindici anni prima di dover affrontare un ulteriore investimento pari al 35,47% dell’intero Progetto.

Cosa diversa è invece per il Modulo VI. Infatti, a fronte di una immediata esigenza di formazione, aggiornamento, qualificazione e riqualificazione, quantificata nel 13,67% dell’intero Progetto, successivamente si dovrà periodicamente prevedere dei corsi in modo particolare in presenza di innovazioni legislative e, comunque, il relativo sforzo finanziario potrà ben essere sopportato dalle risorse obbligatoriamente previste nei bilanci.

Pertanto, ipotizzando che l’avvio del Progetto avvenga nel corrente anno 2002, si avrà un impegno finanziario del 16,95%, per ogni successivo anno fatta eccezione negli anni 2007, 2012 e 2017 nei quali lo sforzo finanziario previsto sarà rispettivamente pari al 10,87%, 23,04% e 35,47%.

Dove reperire le necessarie sostanze? La Legge Regionale 24.2.1990, n° 20, “Disciplina delle funzioni di polizia locale”, all’art. 16 “Contributo finanziario regionale per il potenziamento dei servizi di polizia locale dei comuni”, prevede la possibilità di concessione di finanziamenti fino al 60% della spesa ritenuta ammissibile, aumentabile fino al 90% nel caso di Comuni che gestiscono il servizio di Polizia Locale in forma associativa. Va però evidenziato che questo Comando Polizia Municipale, pur avendo proposto ogni anno alla Regione un dettagliato progetto, fino ad oggi non è stato mai ammesso al finanziamento e, pertanto, si nutrono scarse speranze anche per il futuro e comunque, il finanziamento richiesto quest’anno verrebbe erogato più o meno a fine esercizio, considerato che la scadenza delle domande è prevista per il 30 giugno prossimo.

In ogni caso, qualche parte del progetto potrebbe risultare auto finanziata. Prendiamo in considerazione il Modulo VI; i corsi di formazione, aggiornamento, qualificazione e riqualificazione sicuramente potrebbero interessare anche i Comandi Polizia Municipale degli altri Comuni della zona i quali potrebbero inviare a partecipare il loro personale, previo pagamento di una quota di partecipazione.

Purtroppo non si vedono altre possibilità! L’unica via resta quindi il bilancio comunale nel quale andare a prevedere specifici capitoli di spesa, anche e soprattutto utilizzando appieno il capitolo di entrata relativo ai proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie (art. 208 del C.d.S.), che attualmente per il 50% viene destinato alle spese correnti.

Spetta, quindi, solamente all’Amministrazione Comunale decidere quanto si potrà e/o vorrà destinare a tale scopo e, evidentemente, lo sforzo risulterà direttamente proporzionale non tanto a “quanto costa”, ma soprattutto a “quanto vale” per l’Amministrazione stessa quel bene inestimabile comunemente definito sicurezza, che non si assicura certo con belle parole ed affermazioni di principio tanto splendide quanto evanescenti, o con l’assunzione di solenni impegni di programmazione che troppo spesso poi si rivelano solo di facciata, contribuendo a formare una odiosa e spessa cortina fumogena che celando e confondendo irrimediabilmente la vera forma ed i veri contorni dei problemi e delle loro profonde e ramificate radici, inevitabilmente aggiunge humus e favorisce l’attecchimento, la crescita e la proliferazione dei comportamenti lesivi e delle violazioni in genere, ma si ottiene invece con il sapiente impegno di uomini, attrezzature mezzi sia quantitativamente che qualitativamente opportunamente individuati, sinergicamente impiegati con perizia e competenza nel puntuale presidio del territorio.

Dal Comando Polizia Municipale, 26 gennaio 2002.-


IL COMANDANTE P.M.
Ten. Danio Volante

Gestione in forma associata del
Corpo Unico di Polizia Municipale
STUDIO DI FATTIBILITA’

Elaborato da:
Ten. Danio Volante
Comandante la Polizia Municipale

PREAMBOLO

La gestione associata del Corpo Unico di Polizia Municipale prende l’avvio dall’esigenza, per Comuni di piccole dimensioni, di riflettere ed operare insieme nella assoluta consapevolezza delle difficoltà che la realtà operativa, complicata da quella normativa, quotidianamente presenta alle Amministrazioni Comunali.

A tale scopo l'Associazione si pone come opportunità per la realizzazione di un’organizzazione che curi, con la dovuta preparazione, specializzazione ed adeguatezza di mezzi, l’erogazione del servizio istituzionale di Polizia Municipale ad un livello di qualità rapportabile ad un ambito dimensionale equilibrato e riuscire così a rispondere alle esigenze dei cittadini, delle imprese e degli stessi Comuni, in tempi congrui, nonché a porre la dovuta attenzione allo sviluppo e alla tutela del territorio e dei suoi aspetti di pregio ambientale con adeguate risorse, anche finanziarie, per svolgere appieno la complessa funzione di sviluppo che è l’obiettivo primo dell’associazione stessa.

L’ambito territoriale della gestione associata del Corpo Unico di Polizia Municipale si aggrega attorno all’ambiente naturale del Fiume Rapido e dalle Mainarde. Proprio in questa cornice, infatti, si sono sviluppate le attività economiche e di sussistenza delle comunità stesse che gravitarono nel tempo attorno alle alte cime montuose ed alle sponde del corso d’acqua e che hanno costituito sia sviluppo che momento di incontro e di reciproche relazioni.

In tempi moderni le comunità hanno più volte manifestato momenti di forte unione attorno ai rischi che potevano gravare sul territorio e sulla stessa popolazione.

Inoltre attorno alle locali attività produttive si aggrega la forza lavoro delle comunità e le Amministrazioni si sono sempre prodigate per mantenere sul territorio questa realtà produttiva a garanzia della sopravvivenza dell’intera comunità, a prescindere dai confini e dai campanilismi.

Oggi più che in passato il decentramento ed il mutato assetto amministrativo impongono nuovi oneri finanziari ed organizzativi particolarmente gravosi per i piccoli Comuni per garantire l'erogazione di servizi efficienti e di qualità.

La maggiore autonomia e responsabilità assegnate ai Comuni dalle nuove normative, (quali ad esempio: la legge 142/90, le leggi Bassanini, la legge 265/99), necessitano sul piano attuativo di una ben diversa configurazione rispetto all'attuale solidità e professionalità dei nostri Enti Locali.

La scelta della gestione associata del Corpo Unico di Polizia Municipale può rivelarsi la soluzione in grado di portare risultati vantaggiosi nel rispetto di tutte le specificità che anzi potranno trovare maggiore forza e fondi per un'opportuna valorizzazione.

LA POLIZIA MUNICIPALE IN UNA NUOVA OTTICA

La Polizia Municipale oltre che strumento di applicazione delle norme, e quindi organo essenzialmente repressivo, può divenire anche strumento di comunicazione dell’immagine del Comune; una buona immagine ovviamente. Il Comune non può più fare a meno di chiedersi quale sia l’immagine che il cittadino percepisce dell’ente pubblico locale e conseguentemente deve dotarsi di adeguati strumenti di marketing al fine di migliorarla. Un servizio fornito da una azienda è soddisfacente quando è giudicato soddisfacente da chi lo utilizza e non da chi lo produce così come una azienda produttrice di servizi è efficiente quando è così giudicata dal proprio mercato di riferimento, nel caso del comune dai cittadini; il comune deve allora cercare di migliorare la propria immagine utilizzando gli strumenti a propria disposizione e lavorando sulle percezioni dei propri clienti-utenti.

Per affrontare il discorso di come il Comune possa migliorare la propria immagine utilizzando la Polizia Municipale, va fatta una premessa sui bisogni dei cittadini. L’attività del Comune nell’ambito della produzione dei servizi avviene in diverse fasi:

• la rilevazione ed analisi dei bisogni e delle aspettative dei cittadini-clienti;
• l’organizzazione della struttura comunale in vista dell’erogazione dei servizi corrispondenti ai bisogni, sia in termini quantitativi che qualitativi;
• l’erogazione dei servizi;
• il controllo della soddisfazione dei cittadini-clienti riguardo ai servizi erogati.

Da quanto sopra deriva che la soddisfazione dei cittadini si basa sulla capacità del servizio di soddisfare i bisogni e le aspettative degli stessi cittadini-clienti, si deve allora effettuare una analisi dei bisogni ed una riflessione su come gli utenti dei servizi pubblici reagiscono in relazione alla soddisfazione degli stessi. I bisogni si possono classificare come segue:

  • Bisogni impliciti: sono quelli che il cittadino riconosce senz’altro come bisogni e dei quali non ritiene di dover chiedere esplicitamente il soddisfacimento dando per scontato che questo vi sia per il semplice fatto che l’ente pubblico esiste ed il cittadino è un contribuente (es. nettezza urbana, illuminazione pubblica). La mancata soddisfazione di questo bisogno corrisponde ad una insoddisfazione totale del cittadino riguardo a quel particolare servizio e dunque ad una pessima immagine dell’ente.
  • Bisogni espliciti: sono quelli che l’utente è in grado di riconoscere come tali e dei quali chiede esplicitamente il soddisfacimento all’ente pubblico; l’utente ritiene che questi bisogni debbano essere soddisfatti dietro semplice richiesta. In genere la soddisfazione o la insoddisfazione dei cittadini riguardo a tale categoria di bisogni è direttamente proporzionale al soddisfacimento o alla mancata soddisfazione.
  • Bisogni latenti: sono quelli che l’utente non sa nemmeno di avere, ed il cui soddisfacimento non viene pertanto richiesto. Sono questi i bisogni che, una volta introdotti, con una minima variazione positiva (magari da un soddisfacimento nullo, in quanto il bisogno non esisteva, ad un soddisfacimento comunque basso) sono in grado di fornire all’utente una elevatissima soddisfazione, mentre la mancata soddisfazione non procura alcun danno di immagine all’ente.

    Come abbiamo visto per peggiorare di molto l’immagine dell’ente locale basta che uno dei bisogni impliciti non venga soddisfatto; per migliorare di molto l’immagine dell’ente locale basta che venga aggiunto (chiaramente mettendone a conoscenza i cittadini nelle forme adeguate) il soddisfacimento di un nuovo bisogno, da individuarsi con una opportuna azione di ricerca ed analisi.

Il fatto di voler utilizzare la Polizia Municipale come strumento di marketing del Comune deriva da una serie di semplici osservazioni:

  • innanzitutto la Polizia Municipale è costantemente presente sul territorio; diciamo che la Polizia Municipale è un elemento “in vista”, sia nel bene che nel male, continuamente da parte dei cittadini;
  • secondariamente la Polizia Municipale è uno dei servizi “istituzionali” dei quali tutti i cittadini già conoscono perfettamente le attività più usuali che possono essere assunti ai bisogni impliciti ed è quindi facilissimo ottenere, con poco sforzo, il soddisfacimento di nuovi bisogni;
  • infine la Polizia Municipale ha già elementi di facile comunicazione, grazie a mezzi ed uniformi facilmente riconoscibili.

Si deve allora cambiare il tradizionale concetto della Polizia Municipale e farla divenire oltre che organo di prevenzione, controllo e repressione, un organo di comprensione, creazione di nuovi bisogni, marketing.

ANALISI DEI BISOGNI

L’applicazione pratica di quanto detto sopra può aversi nel modo seguente. La maggioranza dei cittadini ha una visione abbastanza riduttiva delle attività di un Corpo Polizia Municipale; normalmente un cittadino sa che la Polizia Municipale soddisfa e può soddisfare i seguenti bisogni impliciti ed espliciti:

  • regolamentazione della circolazione stradale;
  • attività di polizia stradale (prevenzione e repressione);
  • rilevamento sinistri stradali;
  • controlli e sanzionamento in materia di edilizia ed urbanistica;
  • controlli e sanzionamento in materia di commercio ed annona.

Molti cittadini conoscono, delle attività della Polizia Municipale esclusivamente quelle relative al Codice della Strada. Per utilizzare la Polizia Municipale per trasmettere una migliore immagine del Comune, di un Comune più efficiente e più attento alle esigenze dei cittadini si può semplicemente aggiungere il soddisfacimento di alcuni bisogni latenti, stando attenti a non peggiorare il soddisfacimento dei bisogni impliciti; ad esempio:

  • attività di scorta della circolazione su richiesta di privati;
  • attività di regolamentazione della circolazione su richiesta di privati;
  • attività di educazione stradale agli adulti (patente a punti);
  • collegamento della centrale della Polizia Municipale agli impianti anti-intrusione privati;
  • intensificazione della presenza della Polizia Municipale sul territorio.

So di non dire nulla di nuovo affermando che il territorio ha bisogno di una più regolare, articolata ed incisiva presenza delle Forze di Polizia in generale. Questa esigenza è fortemente sentita dalla popolazione, sia nel periodo estivo che in quello invernale, sia in orario diurno che serale e notturno, e ormai da più parti si chiede maggiore attenzione e si auspicano controlli mirati e comunque tendenti a migliorare ed elevare lo standard della qualità della vita oltre che della sicurezza in senso stretto. Dagli extra comunitari ai rom, dalla microcriminalità (e poi perché “micro”?!) al più “semplice” atto vandalico, dai problemi della tossicodipendenza a quelli sempre più frequenti derivanti dal mancato rispetto da parte di taluni delle più normali e semplici regole della civile convivenza (schiamazzi notturni, scorribande motociclistiche ed automobilistiche, ecc.); queste sono ormai le preoccupazioni e le problematiche che assillano la mente del cittadino medio e che lo stesso vorrebbe vedere decisamente affrontate, se non risolte, dalle istituzioni; e per il 90% l’istituzione è il Sindaco! Sì. In modo particolare oggi che è eletto direttamente dal popolo, il Sindaco viene normalmente identificato come colui che deve dare le migliori risposte al cittadino, anche in termini di sicurezza e, in generale, di migliori condizioni di vivibilità.

Una delle maggiori esigenze dei cittadini è sicuramente quella di difendersi dalla criminalità che proprio nei centri urbani trova terreno fertile per la crescita e, di conseguenza, si assiste ad un aumento dei pericoli ai quali possono andare incontro le persone che, in relazione alla loro età, al sesso ed al ruolo sociale che svolgono, possono divenire le potenziali vittime preferite dal criminale. La paura di essere vittime di un delinquente, la paura di passeggiare tranquillamente lungo una strada, limita fortemente il soggetto che, non volendo correre rischi, paga la sicurezza al prezzo di auto limitarsi riducendo le opportunità che l’agire più libero offre.

L’ambiente è sicuramente un fattore influente sulla sicurezza; ambiente, non solo in senso topografico e quindi di luogo, ma anche e soprattutto ponendolo in relazione al contesto ed agli individui che lo frequentano o che ci vivono. Un quartiere in particolari condizioni di degrado, frequentato da extracomunitari, tossicodipendenti ecc., figure classiche del disagio urbano, non è certamente dei più rassicuranti anche perché è provato che le zone degradate, generalmente, costituiscono spesso il substrato preferito della microcriminalità. In strada, e non solo di notte, le persone, indipendentemente dal sesso, si guardano da extracomunitari, tossici, barboni, figure ritenute “socialmente pericolose” pronte ad aggressioni, e generalmente evitano luoghi troppo isolati o bui.

Il problema della criminalità è un problema comune degli stati moderni e la sua risoluzione deve entrare tra gli obiettivi primari di un’organizzazione statale e locale efficiente, che intenda garantire quell’importante bene, comunemente definito sicurezza, alla sua popolazione.

La risposta istituzionale al problema della sicurezza è sempre stato un fattore determinante, onde evitare che problemi inizialmente risolvibili, se trascurati, possano portare ad una perdita del controllo, tale da generare situazioni difficili da arginare. La presenza di un tessuto legislativo moderno ed adeguato alle nuove esigenze che si prospettano costituisce, senz’altro, un valido presupposto per consentire agli organi preposti di operare. Ma la presenza delle norme giuridiche non basta: è necessario che esse vengano applicate ogni qualvolta l’individuo ponga in essere il comportamento antigiuridico normato dalle stesse, e questo è indispensabile anzitutto per il mantenimento dell’ordinamento giuridico e, in secondo luogo, per evitare che la omessa applicazione della norma, pur in vigore, faccia cadere la stessa nella più completa desuetudine incentivando così, seppure in maniera indiretta, il comportamento vietato non essendovi il timore della sanzione .

Dalla lettura di statistiche, effettuate a livello regionale e statale, e comparando i dati relativi alle interviste effettuate, si rileva che molti vedono la presenza dell’Agente di Polizia Municipale come un costante punto di riferimento, sia nei grandi centri urbani (es. l’Agente di quartiere) che nei paesi, al quale rivolgersi per segnalare fatti, spesso di vario genere, attinenti a situazioni o problemi che i soggetti ritengono rilevanti o comunque meritevoli di attenzione da parte degli organi di Polizia Municipale come, ad esempio, la presenza di individui ritenuti sospetti o pericolosi, situazioni di sporcizia o particolare degrado di quartieri o zone, problemi di vicinato e via discorrendo. Molti soggetti, inoltre, ritengono di primaria importanza la vigilanza che viene effettuata, sempre dagli organi di Polizia Municipale, davanti alle scuole ed all’interno dei parchi pubblici, in quanto questi luoghi potrebbero costituire una particolare attrazione per individui intenzionati a commettere reati a danni dei bambini.

Il ruolo rivestito dagli organi di Polizia Municipale è importantissimo per rispondere alle esigenze, peraltro in continua evoluzione, dei cittadini. Presenza, preparazione e conoscenza intima del luogo in cui l’Agente opera e la fiducia delle persone che si rivolgono ad esso (e quindi all’intero organo di Polizia), costituiscono certamente un punto saldo su cui operare, non soltanto a livello repressivo, ma soprattutto a livello preventivo, per ridurre i fenomeni di microcriminalità dal momento che, grazie al contributo delle persone, e ad un pronto e qualificato intervento degli organi di Polizia, locali e di stato, è possibile rendere meno fertile il substrato sul quale il seme della delinquenza normalmente attecchisce.

Negli ultimi anni le esperienze in materia sono state moltissime, ogni Amministrazione Comunale, grande o piccola, ha cercato di realizzare progetti in tema di sicurezza.

Si è passati da una prima fase che analizzava il problema esaminandolo dal punto di vista di chi commetteva un reato, andando alla ricerca dei motivi che spingevano una persona al crimine, erroneamente definito di microcriminalità, cercando giustificazioni di tipo sociale, educativo, ambientale indicandole come cause principali di tali comportamenti.

Successivamente ci si è concentrati sulle vittime e in molte città sono nati centri di supporto alle vittime di reato, assicurazioni per il risarcimento danni causati da atti criminali ed altro. Ogni Comune, poi, ha realizzato una serie di progetti di tipo operativo: si sono istituiti i vigili di quartiere, sono nati i telefoni anti truffa, gli sportelli territoriali di sicurezza, ecc..

Di recente si è passati all’uso delle più moderne tecnologie, il GPS per una migliore gestione delle auto della Polizia Municipale e la video sorveglianza, strumento indispensabile, per un migliore controllo del territorio. In parte i progetti sono nati sull’onda emotiva dell’emergenza, in alcuni casi, a seguito di eventi più o meno gravi. Alle Amministrazioni però, spetta il compito di pensare alla sicurezza programmando attività a medio e lungo termine, pensare, cioè, alla sicurezza di domani.

Sino ad oggi, però, si è trascurato uno degli strumenti più potenti in possesso delle Amministrazioni, un esercito padrone del territorio in grado di preservare la serenità e gli aspetti positivi; i cittadini. La sicurezza nasce e si concretizza nell’atteggiamento e nella coscienza del cittadino il quale è chiamato a collaborare in tutti i modi possibili con il Comune che, a sua volta, ha il dovere di creare le condizioni perché detta collaborazione sia possibile. In quest’ottica è necessario lavorare per ricercare un rapporto di fiducia e collaborazione tra i cittadini e la Polizia Municipale, rapporto che negli ultimi anni, per svariati motivi, vive una crisi profonda. Non c’è vigile di quartiere che tenga se fra questi ed i cittadini del quartiere in questione non si crea un rapporto di stima e fiducia totale. Spesso si usa prendere ad esempio l’esperienza Inglese del Bobby il quale però come armi più potenti a sua disposizione ha proprio la stima e la totale collaborazione dei cittadini.

La cosa certa è che ci troviamo di fronte ad una sfida, siamo solo all’inizio, ma i risultati fin qui ottenuti, in particolare da quelle Amministrazioni che hanno avuto il coraggio di accettare il problema e creare strutture ad hoc per risolverlo, fanno ben sperare per il futuro.

MODELLI APPLICABILI PER UNA RISPOSTA OPERATIVA

Con il termine sicurezza urbana si vuole individuare la garanzia del livello di qualità e vivibilità delle città, tutelato dal degrado e dalle inciviltà comportamentali che turbano la serenità delle relazioni sociali ed economiche. Tanto che siano e si percepiscano aldiquà o aldilà della soglia criminale.

Si tratta quindi anche di individuare quali siano i problemi rilevanti per una politica progettuale per la sicurezza nel territorio, per una idonea azione di contrasto tesa a fornire risposte di rassicurazione ai cittadini.

Le fonti del disagio delle città passano attraverso comportamenti illeciti o connessi a comportamenti illegali quali le tossicodipendenze, accattonaggio, prostituzione di strada, rumori molesti, largamente diffusi sul territorio. Come la maggiore visibilità di soggetti riconducibili al fenomeno immigratorio clandestino, zingari e nomadi, soggetti senza fissa dimora, bande giovanili dedite a comportamenti incivili . Si tratta di comportamenti e situazioni per le quali le strategie di prevenzione richiedono azioni che non si limitano ad iniziative di politiche pubbliche di natura penale in senso stretto.

Dai dati pubblicati dal Ministero dell’Interno nella primavera del 2001 veniva evidenziato che a fronte di una oggettiva riduzione degli eventi criminosi si manteneva alto il livello di insicurezza. Ciò mette in evidenza che l’aumento dell’allarme sociale non è influenzato soltanto da variabili che hanno una relazione diretta con l’effettivo andamento della criminalità, ma può ricondursi ad altri fattori che rivestono un peso determinante: la frequenza con cui si verificano episodi di criminalità nella propria zona di residenza e la sensazione di prossimità con il pericolo che ne consegue; l’effetto “propagazione delle paure” che deriva dall’impatto dato dai mass-media nella divulgazione degli episodi di violenza; la paura dei cambiamenti all’interno della società (primo fra tutti il forte fenomeno dell’immigrazione, soprattutto extracomunitaria) di cui non si riesce a percepire il tipo di evoluzione, positiva o negativa rispetto al fattore “sicurezza”, elemento portante del livello di qualità della vita il cui innalzamento è aspirazione comune. Vale poi la pena ricordare come il modello italiano abbia seguito, nei confronti del crimine, orientamenti prevalentemente repressivi.

La ragionevolezza di paure ed apprensioni collettive anche non oggettivamente dimostrabili o dimostrate, ma comunque derivate dagli eventi illeciti più sopra indicati e rappresentati soprattutto dai cosiddetti softcrime ed inciviltà, concentra lo stato di insicurezza in particolare nella realtà urbana, nelle singole realtà locali. Infatti è dagli enti locali che parte la riflessione per un percorso di acquisizione della “rassicurazione”, manifestandosi l’insufficienza della sola azione svolta dalle amministrazioni centrali dello Stato. Il fenomeno è ancora più vistoso con il modificarsi, a livello istituzionale, del tradizionale sistema di rappresentanza con l’avvenuta individuazione nel Sindaco di un nuovo referente dei bisogni sociali. Si tratta, quindi, di individuare e sviluppare una politica non prettamente criminale, ma che permetta agli enti locali di gestire un ruolo attivo nel contrasto e contenimento dei comportamenti illeciti ed illegittimi, utilizzando e sfruttando in modo compiuto gli strumenti giuridici, i poteri e le risorse disponibili. L’evoluzione normativa è arrivata a definire ancora più chiaramente che il mantenimento dell’ordine pubblico inteso come il complesso dei beni giuridici fondamentali e degli interessi pubblici primari sui quali si regge l’ordinata e civile convivenza della comunità nazionale, nonché l’azione volta alla sicurezza delle istituzioni, dei cittadini, dei loro beni restano incardinati nelle forze di polizia di cui all’ordinamento dato dalla Legge 1.4.1981 n° 121.

Ma si evidenzia anche la funzione, distinta da quella di pubblica sicurezza, svolta dalle attività di polizia amministrativa locale concernente le misure dirette ad evitare danni o pregiudizi ai soggetti giuridici ed alle cose nello svolgimento di attività nelle materie di competenza locale.

Il mantenimento del controllo del regolare svolgimento delle attività soggette alla disciplina e competenza locale, anche delegata, assume e ne conferma l’importanza perché non si giunga a quel rischio di lesione o messa in pericolo dei beni e interessi tutelati in funzione dell’ordine pubblico e sicurezza pubblica (artt. 159 e 160 D.L.vo 112/98). Il nuovo T.U. sull’ordinamento degli enti locali (D.L.vo 267/00) fissa nel Sindaco, quale Ufficiale di Governo, la potestà, con provvedimenti contingibili ed urgenti, di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini, senza più specificare ambiti limitati di materia. Allo stesso Sindaco, inoltre, viene richiesta la vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone il Prefetto [art. 54, comma 1°, lett. d) e comma 2° D.L.vo 267/00].

Si intersecano quindi ottiche funzionali in cui l’azione dell’ente locale si inserisce con le sue competenze nella tutela della sicurezza pubblica e, proprio per quella vicinanza particolare con la comunità amministrata, la necessità di una azione che possa prescindere dalla politica precipuamente repressivo/penale, si manifesta nella ricerca di soluzioni che si incentrino e sviluppino in una strategia volta alla prevenzione attiva.

Per quanto riguarda l’attività di prevenzione è opportuno specificare che essa può essere distinta principalmente in:

1) azioni dirette a ridurre o eliminare le condizioni criminogene presenti in un contesto fisico o sociale in una situazione attuale di quiete;

2) misure rivolte a gruppi a rischio di criminalità;

3) intervento effettuato ad evento criminale avvenuto, per evitare che si possa riproporre.

Per la sicurezza urbana meritevoli di essere oggetto di piani di intervento sono i fenomeni che si propongono sotto la voce “softcrime”: spaccio di droga, tossicodipendenza, prostituzione, accattonaggio, zingari, nomadi, persone senza fissa dimora; e quei comportamenti classificati sotto la voce inciviltà quali atti vandalici, i danneggiamenti al patrimonio pubblico, rumori molesti. Il contrasto alle piccole infrazioni, atteggiamenti minaccianti o di semplice maleducazione, vandalismi che sfuggono alla sanzione penale ed amministrativa, proprio perché comunque contribuiscono a rendere difficile la convivenza civile, deve trovare la sua collocazione nei progetti di recupero della sicurezza.
L’intervento, partendo dalla considerazione che “la delinquenza si nutre anche di comportamenti individuali che si sviluppano a partire da atti di inciviltà fino alle infrazioni più gravi” , deve interessare percorsi educazionali richiamandosi in primo luogo alla famiglia ed alla scuola, ma anche alla Polizia. Ad una Polizia che deve trovare un percorso di adeguamento: da Polizia dell’ordine, tutt’ora necessaria, a Polizia di prossimità.

L’esperienza dei protocolli d’intesa Prefetture-Comuni che, peraltro, hanno aperto un percorso nel quale Stato ed Ente locale sancivano la concorrenza nel perseguire l’obiettivo sicurezza, non ha in pratica innovato i sistemi di intervento che, nella maggior parte dei casi, nei fatti, laddove è sottoscritto un impegno formale, vedeva già il concorso e l’intesa tra rappresentanti periferici dello Stato e gli esponenti della comunità locale, quale metodo di lavoro quotidiano. Il sistema si è basato sulla sensibilità e sulla iniziativa delle persone; ma una politica della prevenzione e della sicurezza deve poter contare su percorsi previsti e concordati, dove sia certo il conferimento dei singoli partners e chiaro e condiviso lo scopo delle azioni di medio-lungo termine.

L’evoluzione in contratti di sicurezza non deve risolversi in un formula nominalistica che non innova il metodo di operare, ma che, nella migliore delle ipotesi, sancisce ciò che già esiste nella pratica quotidiana.

L’ipotesi contrattuale Stato-Ente Locale è da ritenere l’ipotesi di riduzione ad un modello formale idoneo a contenere l’insieme delle strategie capaci di sviluppare azioni di prevenzione situazionale, sociale e comunitaria, non disgiunte da azioni di contrasto e repressione proprie, ma tra loro effettivamente ed efficacemente coerenti ad un disegno non antagonista tra funzioni di prevenzione, repressione e solidarietà. Della prevenzione, abbiamo detto, fanno parte una serie di azioni volte a dissuadere l’atto illecito rendendolo di difficile o rischiosa praticabilità. La garanzia della sicurezza non può essere accompagnata da meccanismi di controllo e di sanzione quali strumenti non opposti alla prevenzione, ma complementari ad essa perché, appunto, la costruzione della rassicurazione e della pace sociale è il prodotto tra repressione e prevenzione. Solo l’accordo strategico ed operativo tra i titolari delle funzioni primarie della repressione e della nuova prevenzione (Stato e Municipalità), a livello locale porta all’ottenimento e recupero della sicurezza urbana fino alla riacquisizione del senso di civismo dell’intera collettività dei cittadini che si sentono di appartenere alla comunità in cui operano e vivono.

POLIZIA MUNICIPALE E SICUREZZA URBANA

La sicurezza, come abbiamo visto, è un problema complesso che richiede il protagonismo di più attori, non solo di quelli tradizionali con la divisa, ma anche di attori nuovi, che agiscano per l’assetto della città, per i servizi alle persone e per la mediazione dei conflitti.

Il salto di qualità si può trovare in un sistema integrato di relazioni fra Forze di Polizia, Comune e servizi, che, usando una formuletta, passi dalla “collaborazione” al “lavorare insieme”. Usando una immagine plastica, la sicurezza può essere paragonata ad una grande torta, con l’assegnazione ad ognuno degli attori della propria porzione.

Sul piano della sequenza logica è prioritaria l’individuazione per ognuna delle porzioni della torta, della certezza dei limiti, contenuti, poteri ed azioni da compiere. In particolare per la Polizia Municipale è giunto il momento di una definizione chiara che esca dalle ambiguità dell’attuale ordinamento, circa competenze e ruolo. Oggi il contesto normativo può essere “tirato” in un senso o anche nel senso opposto: si può spingere per l’attività di contrasto, come si può privilegiare il ruolo di servizio. E per una Polizia la mancata chiarezza sul “chi è” e sui compiti finisce per creare nei fatti una situazione di stallo, e nelle persone di Polizia una sorta di amletismo dubbioso che porta all’insicurezza personale ed alla negazione del ruolo di servizio per una scelta indotta di inattività.

Il punto per la Polizia Municipale e quello di scegliere con chiarezza la porzione di torta da gestire, individuando conseguentemente ruoli, strumenti e stato giuridico. Per la sicurezza il ruolo della Polizia Municipale verte su di un sottosistema decisivo: l’area del buon vivere, che se pur non bene definita ed in continuo, mutevole equilibrio, esclude però i due estremi negativi di acompetenza: da un lato chiamarsi fuori e, dall’altro, l’ordine pubblico generale.

La realtà sociale e la situazione del vivere normale nelle città ed i problemi della criminalità diffusa richiedono un impegno più incisivo per il presidio dei bisogni compresi in ciò che è storicamente definito quale contesto di Polizia Locale. Esiste una richiesta specifica ed in aumento da parte dei cittadini a che l’attività di relazione, l’esercizio dei diritti possa avvenire in termini di sicurezza e nel rispetto della dignità. Si tratta di un’area vasta, sfaccettata in mille piccoli interventi e sulla quale pare opportuno sviluppare l’intervento della Polizia Municipale. Ciò potrà e dovrà avvenire nel rispetto delle competenze stabilite nell’ordinamento giuridico: residua però un’area di confine, determinante per la qualità della vita, che può essere presidiata secondo modelli di collaborazione e coordinamento. L’evoluzione dei bisogni ha portato inoltre a ricomprendere nella tradizionale ed istituzionale competenza di Polizia Locale altri interventi discendenti dalla funzioni di cui è titolare il Comune e collegati a problematiche nuove di disagio sociale. La Polizia Municipale, pur rispettando i limiti dell’Ordinamento in materia di Ordine Pubblico e Pubblica Sicurezza, non può chiamarsi fuori dai problemi che oggi sono vissuti quali prioritari o comunque importanti dalla gente. La Polizia Municipale, quindi, deve essere connotata da una caratteristica fondamentale per quanto attiene allo stile: la disponibilità al cambiamento.

I cittadini non capiscono una organizzazione che continua ad impostare i propri interventi, fra le svariate priorità, su bisogni che non sono più attuali né tantomeno prioritari. La gente ci identifica con le “multe” e la convinzione collettiva ricollega a fattori economici il nostro impegno volto invece a garantire interessi primari. Si è radicata l'idea che la Polizia Municipale sia affetta da una sorta di accanimento multaiolo derivante soprattutto da quella che ormai è una condanna biblica: la sosta.

E così i piccoli problemi di tutti i giorni finiscono per essere determinanti per la qualità della vita. Fortunatamente, infatti, viviamo in una zona dove la causa dell’insicurezza non è immediatamente collegata alle strategie internazionale del traffico di droga o a fenomeni di macrocriminalità. Nonostante ciò, mille piccoli disagi di tutti i giorni (i disturbi, le insolenze, le buche, l’erba non tagliata, le siringhe, il lampione spento, ecc.) fanno sì che, pur senza l’assillo quotidiano della criminalità organizzata, la gente sia convinta di non aver vissuto bene.

Altro fattore di insicurezza è rappresentato dai tempi di esecuzione. Resta ai più incomprensibile che piccoli interventi quali quelli descritti vadano a soluzione in tempi biblici. Ciò genera la convinzione di essere da soli di fronte ai disagi. Si crea cioè un distacco fra cittadini e Pubblica Amministrazione e si stabilizza l’idea, a volte con connotazioni di vittimismo enfatizzato, che la Pubblica Amministrazione “sta sempre a fare altre cose” e non quelle che servirebbero ai bisogni.


DIMENSIONAMENTO DELLA DOTAZIONE ORGANICA

E’ allora necessario domandarsi quanto valgono la sicurezza, la tranquillità e la serenità dei cittadini e, di conseguenza, quanto si è disposti ad investire partendo comunque dal presupposto che nella pubblica amministrazione in generale e nei servizi di Polizia in particolare, il concetto di economicità che deve ispirare e guidare il buon amministratore, deve tenere presente che nel rapporto costi/benefici non sempre e non tutti i parametri sono quantificabili in un valore monetario, bensì tengono conto di termini quali ad esempio la quantità e qualità del servizio reso, del grado di soddisfazione del cittadino-utente circa il sevizio fruito ecc.. Insomma, non si parla solo di “costi” ma e soprattutto di “valori”.

Come è a tutti noto, le attuali dotazioni organiche dei vari Corpi e Servizi di Polizia Municipale non riescono ad assicurare